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Il territorio
A ridosso della propaggine nord occidentale del pianalto delle Groane, a circa 22 km da Milano, in direzione nord-ovest, sorge l'abitato di Cogliate. Il comune si estende per 695 ettari, ivi comprese le frazioni di S. Damiano, cascina Clericie ed una porzione di Cascina Nuova,e conta circa 7000 abitanti. Confina a nord con Misinto, ad ovest con Rovello Porro e Saronno, a sud con Ceriano Laghetto, a sud-est con Cesano Maderno, e a est con Seveso e Barlassina ed a nord-ovest con Lentate sul Seveso. Il suo territorio è situato nella zona medio-superiore della pianura lombarda; circa 230 metri sul livello del mare, in un'area caratterizzata da sedimenti di origine fluvio-glaciale, terrazzati, con alterazioni superficiali più o meno accentuate a seguito dell'evoluzione storico-urbanistica del luogo. Lo storico D. Olivieri riconduce il toponimo Cogliate al nome personale "Colius o Collius". Non sono, tuttavia, da escludere altre soluzioni, come quella legata alla particolare posizione di Cogliate, posto su un piccolo colle (Groane), dal latino "collis".
Epoca antica
A tutt'oggi non si conoscono reperti celtici o romani provenienti da Cogliate. Si può invece ipotizzare l'esistenza in tutta la dorsale del pianoro delle Groane, almeno a partire dal dominio romano, di un'attività umana legata allo sfruttamento di laterizi. Numerosi sono i rinvenimenti di manufatti derivati dalla cottura in fornaci, provenienti dalle località confinanti con Cogliate. Occorre tener presente che la mancanza di reperti pre-medioevali riferentesi alla presenza di fornaci nelle Groane debba ricercarsi alla scarsa importanza che si attribuiva nei secoli scorsi ai ritrovamenti di questo genere, poco vistosi e considerati di poco conto e d'interesse esiguo.
La questione del nome

Cogliate, come Misinto, è citato nel "Codex Langobardorum". Vi sono documenti datati 910, 928, 943 e 961 che parlano di permute di beni avvenute sul territorio di Cogliate. La pieve di Seveso e la località Cogliate appaiono per la prima volta in un documento datato 10 dicembre 996. È un atto notarile, scritto su pergamena, relativo alla compravendita di un "pezzo di terra" nel luogo di Inverigo, tra "Garibaldus de loco Coliate" e "Gisebertus presbiter de ordine ecclesie et plebe sanctorum Protasii et Gervasii sita Seuse". Da questo atto emerge come la chiesa dei S.ti Gervasio e Protasio fosse già sede plebana nel X secolo; ma il fatto più importante è la comparsa della località di Coliate. Purtroppo, nell'età medioevale, c'erano almeno ben quattro località omonime di Cogliate, sparse nel territorio a nord di Milano, a pochi chilometri una dall'altra. Diversi documenti del IX-XI secolo richiamano località denominate "Colliate, Culiate, etc" , ma è difficile distinguere l'una dall'altra. Il problema è aggravato, poi, dalla scomparsa, avvenuta alcuni secoli fa, di alcune di queste località, sopravvivendo solo l'attuale paese. Ma un evento lega indissolubilmente il nome Cogliate alla sua indennità: la presenza in loco di un insediamento monastico di benedettine, intitolato a S. Dalmazio. Infatti Cogliate assumerà, in forza della presenza di questo monastero, il nome di S. Dalmazio.

Ecco l’elenco completo delle corti a Cogliate
Curt di Carimà - Via A. Volta n. 44
Curt del Gogn - Via A. Volta n. 38
Curt di Barèta - Via C. Minoretti n. 9
Curt del Salàm - Via C. Minoretti n. 11
Curt di Basilic - Via F. Baldassara n. 11
Curt del Mileri - Via C. Minoretti n. 39
Curt del Pirelin - Via Como n. 1
Curt del Quarantapàn - Via C. Minoretti n.36
Curt di Stalasc - Via C. Minoretti n. 16
Cà su là - Via Brianza n.1
Curt del Cinin - Via Solferino n. 9
Curt del Gianèta - Via Solferino n. 5
Curt del Luchin - Via Velzi n. 1
Curt del Menia - Via Velzi n. 13
Curt del Berot - Via Groane n. 10
Ul Fabricùn - Via Piave n. 31
Cà del Nea - Via Diaz n. 11
Curt del Fugitt - Via Cadorna n. 2
Curt del Cirlep - Via Cadorna n. 8
Curt del Riott - Via 25 Aprile n. 6
Curt del Sacùn - Via Valletta n. 5
Curt de la Valèta - Via Valletta n. 7
Curt del Büseu - Piazza Chiesa n. 3
Curt del Ferari - Via A. Manzoni n. 4
Curt del Cassina - Via A. Manzoni, n. 16
Curt del Fiuchet - Via A Manzoni n. 8
Curt di Caruciè - Via C. Battisti n. 25
Curt del Mischin - Via A Manzoni n. 5
Curt del Feroc - Via Trento n. 19
Curt del S-ciopp - Via Trento n. 21
Curt de la Meneu - Via Trento n. 25
Curt del Torc - Via IV Novembre n. 7
Curt di Tor - Via G; Matteotti, 1
Curt del Farè - Via Dante n. 77
Curt del Bregna - Via Trento n. 2
Curt del Caron - Via Trento n. 15
Curt del Bassàn - Via IV Novembre n. 25
Curt del Castel - Via IV Novembren.25
Curt del Balcùn - Via Montello n. 29
Curt di Cantunitt - Via Montello n. 11
Cà del Merlin - Via Montello n. 13
Curt del Teribil - Via S. Giovanni Battista, n. 4
Cà del Nea - Via Piave n. 56
Curt del Peder - Via Brasile n. 7
Cà del Dan-Dan - Via Adige n. 1
Curt del Padela - Via Adige n. 3
Cà del Cavagnin - Via Piave n. 98
Curt del Barbelöeu - Via Piave n. 104
Villa Grassi - Via Piave n. 112
Cassìna Clerici - Via Piave
UL FABRICUN

La Fornace di Cogliate
A Cogliate il mattone è protagonista e lascia il suo segno, il suo colore. E’ quello che viene da pensare, ad esempio, guardando la facciata della chiesa. I mattoni della Chiesa di Cogliate sono quelli della fornace Ferrario-Borghi che si trovava nei pressi della “Villa Luigia” della Cascina Clerici. Nel 1905 cessa l’attività per l’esaurimento dei fondi d’argilla, e la società dopo tanti anni di vita si scioglie. I fratelli Ferrario si uniscono in società con il Cavalier Silva di Ceriano Laghetto nell’esercizio di due fornaci : i fratelli Ludovico e Cesare Borghi e i fratelli Luigi e Carlo Borghi (fu Giovanni) costituiscono una fornace a Solaro; infine Angelo, Maria e Savina Borghi di Carlo ne erigono una, in Società con Cattaneo Isaia nei pressi della Chiesa di San Damiano. Sono queste le quattro fornaci che danno lavoro ai fornaciai di Cogliate a partire dal nuovo secolo. Delle due fornaci di Ceriano Laghetto non rimane alcuna notizia nè traccia. La fornace di S. Damiano è successivamente rilevata da Angelo Legnani, figlio del possidente Vincenzo. In seguito questi entra in società con Cesare Ferrario e la gestione di tale attività ritorna interamente ai Legnani; quando al padre Angelo succede il figlio Marino rileva la quota di Ferrario. La fornace Legnani oltre la produzione di mattoni pieni, si occupa della fornitura di argilla alla Ditta Barigozzi di Milano: conosciuta casa per la produzione di campane, la stessa che nel 1946 fonderà il concerto in Si-bemolle per il campanile di Cogliate: Il particolare tipo di argilla locale, che presenta alta intensità di ossido di ferro e di silice, è infatti l’unico impiegabile nella modellatura delle campane. L’attività di produzione è esercitata fino al 1970, anno in cui con l’insorgere della crisi del “mattone pieno”, la famiglia Legnani decide di abbandonare la produzione e di smettere l’impianto. Un destino diverso, più tragico, tocca all’altra fornace che i fratelli Borghi costituiscono e gestiscono a Solaro: il violento ciclone che si abbatte sulla zona il 23 luglio 1911 fa crollare la ciminiera e una parte del forno, causando la morte di 16 persone. L’altra fornace in attività a Cogliate è quella della famiglia Pizzi. Nel 1923 Lorenzo Pizzi, con Ferdinando Cattaneo e Carlo Minoretti acquistano per lire 27.000 un terreno di 180 pertiche dall’Opera Pia Porro-Lambertenghi di Barlassina. Su questo terreno, poco più in là della cascina Clerici, si edifica una fornace che comincerà a produrre (700 – 800 mattoni giornalmente) a partire dal 1924, i fratelli Pizzi nel 1923 rilevano l’intera proprietà. La produzione della fornace Pizzi cessa nel 1971.
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